“I dirigenti e i DSGA che vincono il concorso non sono pronti professionalmente”: l’intervento del Presidente Mancuso a Scuola Talk
Il Presidente Nazionale di FederATA, Giuseppe Mancuso, ospite della trasmissione de La Tecnica della Scuola, denuncia le carenze dell’attuale sistema di reclutamento e ribadisce la necessità di una vera formazione sul campo per far fronte alla complessità burocratica odierna.
Il mondo della scuola sta affrontando sfide amministrative e burocratiche senza precedenti, ma il sistema di reclutamento dei vertici delle istituzioni scolastiche si dimostra ancora inadeguato. È questo il forte messaggio lanciato dal nostro Presidente Nazionale, Giuseppe Mancuso, durante l’ultima puntata di “Scuola Talk”, la trasmissione di approfondimento settimanale curata dalla redazione de La Tecnica della Scuola e interamente dedicata al mondo ATA.
L’intervento del Presidente Mancuso, ripreso anche da un recente articolo della stessa testata, ha messo in luce una criticità che il nostro sindacato denuncia da tempo: l’assenza di un’adeguata preparazione pratica per chi è chiamato a guidare le nostre scuole.
Concorsi validi per le assunzioni, ma scollegati dalla realtà
Secondo Mancuso, la situazione è chiara: “I dirigenti e i DSGA che vincono il concorso non sono pronti professionalmente”. Gli attuali concorsi, per quanto selettivi e necessari, assolvono unicamente allo scopo dell’immissione in ruolo, ma non garantiscono minimamente la preparazione professionale reale e pratica indispensabile per affrontare la gravosa complessità amministrativa di oggi.
Le scuole moderne sono diventate aziende complesse, travolte da una burocrazia crescente e dalla gestione di fondi straordinari (come PNRR e PON). Affidare la macchina amministrativa e la direzione a figure prive di esperienza pratica sul campo significa scaricare il peso delle inefficienze sul personale di segreteria e sui collaboratori scolastici, la vera ossatura delle nostre scuole.
La proposta di FederATA: un anno di formazione sul campo
Per superare questo divario tra teoria concorsuale e pratica lavorativa, il Presidente Mancuso ha lanciato una proposta concreta: è necessaria una formazione sul campo di un anno, durante la quale i neo-dirigenti e i neo-DSGA vengano affiancati da figure esperte. Solo un vero e proprio tirocinio pratico all’interno delle segreterie scolastiche può formare professionisti in grado di gestire la complessa macchina scolastica, rispettando al contempo il lavoro prezioso di tutto il personale ATA.
Stop al “reclutamento selvaggio”
La trasmissione ha visto anche la partecipazione del Dirigente Scolastico Maurizio Primo Carandini, che ha condiviso le preoccupazioni di FederATA, denunciando quello che ha definito un “reclutamento selvaggio”. Non si può pensare, ha sottolineato il DS, che un lavoratore possa passare improvvisamente a mansioni amministrative complesse senza procedure formanti adeguate, dimostrando ancora una volta la scarsa considerazione che lo Stato ha verso la scuola e, in particolare, verso il personale ATA.
FederATA non arretra di un millimetro. Continueremo a lottare affinché il lavoro del personale ATA venga finalmente riconosciuto per quello che è: fondamentale e insostituibile. Rivendichiamo procedure di reclutamento serie, una formazione in servizio reale per tutti i profili e stipendi adeguati alle immense responsabilità che i nostri uffici e il nostro personale si assumono ogni giorno.
La Direzione FederATA














