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Ferme richieste per il personale ATA

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Prot. n. 153/2019 del 09/11/2019

AL Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione

Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Alla Commissione Cultura del Senato

Alla Commissione cultura della Camera dei Deputati

Agli Organi di Stampa

Oggetto: Ferme richieste per il personale ATA

L’Associazione sindacale Feder.ATA, nata per tutelare solo ed esclusivamente il personale amministrativo tecnico ed ausiliario, allega lettera prot. n 152/2019 del 29-10-19, che rispecchia i sentimenti e i pareri dei colleghi e dalla quale si evince la problematica situazione in cui versa tutto il personale ATA ormai da anni.

Inconfutabile è la carenza di organico resa ancor più eclatante dalla drammatica vicenda di Milano.

La scrivente ha inviato ripetutamente ai vari governi ed esponenti politici che si sono succeduti varie lettere facendo presente, tra i vari temi trattati, che la sorveglianza non poteva essere garantita con disposizioni che si stavano ormai succedendo in una escalation negativa, ma nessuno ha mai preso in considerazione quanto asserito.

Ora tutti parlano e avanzano proposte, alcune assolutamente improponibili come quella di una dirigente che chiede “la possibilità di utilizzare lavoratori socialmente utili ai pianiperché “nelle scuole italiane mancano sessantamila collaboratori scolastici(probabilmente non sa ancora quanto sia specifico il lavoro di un ata a contatto costante con minori, che non può pertanto essere sostituito da chicchessia)

L’accordo sottoscritto recentemente tra il M.I.U.R e i sindacati di categoria in merito sempre ai dirigenti (reperire ulteriori risorse per gli stipendi dei Dirigenti Scolastici, in modo da mantenere i livelli medi retributivi attuali”) suona come l’ennesima beffa: E’ l’ora di finirla!!!

Dovete seriamente e finalmente e costruttivamente pensare al personale amministrativo tecnico ed ausiliario sia in termini di organici, rivedendone gli obsoleti e sorpassati criteri, che di retribuzioni!!!!

Deve essere urgentemente approntata la revisione di aree e profili ormai inadeguati, perché i lavori complessi sono svolti con autonomia e professionalità crescente ma i livelli retributivi sono insoddisfacenti essendo corrispondenti ancora al 3° e 4° livello della carriera esecutiva tuttora vigente come nel 1976 quando bastava una 5° elementare per i “bidelli” e una 3° media per gli “applicati di segreteria”. Risulta pertanto chiara la violazione dell’art. 36 della Costituzione che recita “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Non c’è nessun’altra categoria di dipendenti statali che percepisce così poco come i collaboratori scolastici, considerati ultimi da tutti ma essenziali come gli assistenti, anch’essi sottopagati, per il buon andamento delle scuole statali.

Deve essere finalmente rivista la complessa figura degli assistenti tecnici che devono essere inseriti inoltre anche negli istituti comprensivi.

Deve essere eliminato l’assurdo divieto di nominare supplenti nato solo per far cassa, come le riduzioni di organico, sulla pelle dei colleghi e dell’utenza.

Devono essere immessi in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili i precari statali utilmente inseriti nelle graduatorie, che hanno gli stessi diritti, e non solo doveri, dei dipendenti delle cooperative.

Devono essere riconosciuti bonus e buoni pasto anche agli ATA che non sono solo e semplicemente numeri o esseri inanimati da sostituire a piacimento con chiunque e da non considerare minimamente, ma persone indispensabili per il buon andamento della scuola italiana che meritano rispetto e considerazione da parte di tutti, nessuno escluso, anche se sono in numero inferiore ai docenti e pertanto meno appetibili dal punto di vista elettorale.

Non esiste un altro datore di lavoro che sfrutta così i propri utili ed indispensabili dipendenti (basta pensare ad esempio al caso degli assistenti amministrativi facenti funzione D.s.g.a).

La categoria stanca, delusa, avvilita e stressata è pronta allo sciopero per far sentire la propria voce finora inascoltata.

Pertanto, anche se piccola e forse non degna per voi di nota, Feder.ATA rinnova la disponibilità ad un incontro o a fornire una consulenza fattiva e foriera di consigli derivanti dall’esperienza diretta e continua, oltre che da continui autoaggiornamenti, in modo da poter risolvere i molteplici problemi di tutta la categoria che si è sempre adoperata in ogni modo e con notevoli sacrifici per garantire il miglior servizio possibile nelle scuole statali nell’interesse in primis dei nostri alunni, futuri uomini e donne di questa povera bellissima Italia.



Dipartimento stampa Feder.ATA

allegato lettera prot. n 152/2019 del 29-10-19