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Considerazioni e proposte di Feder.ATA

1932

Prot. n. 22 del 27/02/2019

Al Presidente del Consiglio

Al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca

Al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Al Ministero della Pubblica Amministrazione

Al Ministero Economia e Finanze

Ai Membri delle Commissioni Istruzione della Camera e del Senato

Ai Mass Media

Ai Colleghi Loro Sedi

Oggetto: Considerazioni e proposte di Feder.ATA

Feder.ATA, creata da soli ata per difendere e salvaguardare i soli ata,

considerato che l’esigenza di una tutela lavorativa nei confronti di tutto il personale amministrativo tecnico ausiliario statale, seppur riconosciuta in teoria, viene sistematicamente negata ogni volta nella pratica, che nessuno si è ancora interessato compiutamente e con cognizione di causa alla problematica situazione lavorativa del personale amministrativo tecnico ausiliario sempre più ignorato bistrattato e vessato dalle istituzioni sia a livello centrale che locale, e che tutti parlano di questo grave disagio ma nessuno fa niente di concreto, ribadisce quanto segue

PROBLEMATICHE:

  1. Gli ata, che sono parte integrante della scuola statale, vengono menzionati solo marginalmente e, soprattutto in passato, in termini negativi subendo pesanti riduzioni.
  2. Nessuno ha compreso o non vuole intenzionalmente capire che è anche grazie a questi umili lavoratori che la scuola statale riesce a garantire un valido servizio all’utenza con una seria continuità gestionale ed amministrativa.
  3. Con gli attuali organici e i famigerati divieti di nomina supplenti si ingenerano ormai pressioni e sollecitazioni continue e insostenibili su collaboratori scolastici (aumento carichi di lavoro, turni iper flessibili e orario di lavoro spezzato, spostamento da un plesso ad un altro e/o, addirittura, da un comune all’altro, ore di straordinario assegnate d’ufficio) e amministrativi e tecnici (notevole aumento carichi di lavoro con pratiche sempre più complesse, diminuzione loro organici, malfunzionamento sistema SIDI e ad altre molestie burocratiche con notevole dispendio di tempo ed energia, mancato chiarimento e complessità molteplici compiti dei tecnici, che dovrebbero lavorare a fianco dei docenti ma che a volte si devono sostituire a loro.) Inoltre c’è una possibile mancanza di sicurezza e sorveglianza per la riduzione dei collaboratori soprattutto in quelle istituzioni ubicate su più plessi su più piani, e/o addirittura su più comuni, (sono risaputi i casi di “fuga” da scuola di minori dai tre anni in su a causa ovviamente del mancato controllo dei docenti ma anche dell’assenza di collaboratori agli ingressi: se manca l’unico collega del turno e non viene sostituito o se anche ne rimane uno solo e viene chiamato ad esempio in una classe chi vigila ?)
  4. Fino ad oggi il funzionamento delle scuole statali, sia quelle del primo ciclo dove ci sono i nostri piccoli bisognosi di particolari e molteplici attenzioni, che quelle del secondo ciclo dove studiano i futuri uomini e donne della nostra bellissima Italia e dove sono più numerosi i fenomeni di abbandono e dispersione scolastica, è stato garantito dal senso del dovere di abnegazione e di appartenenza del personale ata anche quando è in numero insufficiente, ma lo stress psicofisico quotidiano sta crescendo progressivamente generando burnout che porterà a nuove assenze.
  5. Ormai quasi giornalmente il personale viene colpevolizzato quando si assenta per più che validi motivi sia di salute che di famiglia (anche se molti si recano al lavoro anche se malati o con grossi problemi per non creare difficoltà a colleghi e alunni) perché ormai anche dirigenti e dsga non sanno più come sopperire a questi disagi e alcuni di loro si rivolgono agli ata in maniera non consona, anzi ……., come si evince da lettere telefonate e racconti di collaboratori e assistenti avviliti, maltrattati e disperati. Il prolungamento degli orari a dismisura o l’utilizzo sistematico dell’orario spezzato per garantire l’apertura totale quotidiana delle scuole e per portare a termine pratiche amministrative con scadenze impellenti crea problemi di sicurezza dei lavoratori. Il riposo e il recupero psicofisico sono un diritto e anche una condizione per la sicurezza del lavoratore e dell’utenza. Gli orari devono essere correlati ai carichi di lavoro ai quali deve essere posto un limite.
  6. Non si è mai avuto un riconoscimento giuridico ed economico delle mansioni svolte che appartengono sovente ad un profilo superiore.
  7. I livelli retributivi sono insoddisfacenti perché corrispondenti ancora al 3° e 4° livello della carriera esecutiva tuttora vigente come nel 1976 quando bastava una 5° elementare per i “bidelli” e una 3° media per gli “applicati di segreteria”. Risulta pertanto chiara la violazione dell’art. 36 della Costituzione che recita “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa” Sentire parlare di aumentare gli stipendi solo a docenti e dirigenti è molto frustrante: provate a verificare le varie retribuzioni e capirete: non c’è nessun’altra categoria di dipendenti statali che percepisce così poco come i collaboratori scolastici.
  8. Nel contratto firmato ad aprile dai soliti sindacati e dal Governo ci si è dilungati sulla responsabilità disciplinare ma è stato solo deciso di “prevedere una fase istruttoria che consenta di analizzare l’attuale sistema di classificazione professionale” istituendo “una Commissione paritetica per l’innovazione del sistema di classificazione professionale” (revisione attuali profili da federata sempre richiesta) che doveva terminare i suoi lavori entro lo scorso luglio ma ad oggi non risulta che sia stato fatto ancora qualcosa a tal proposito, a parte l’insediamento all’ARAN e un solo incontro.
  9. In merito al “cambio del pannolino”reputiamo che costringere ed obbligare un attuale collaboratore scolastico, anche se titolare dell’art. 7, ad operare su un soggetto diversamente abile in situazione di grave e permanente gravità senza un’adeguata preparazione specialistica, sia pura follia e mancanza di rispetto verso una delle categorie più deboli e indifese dell’intera comunità scolastica, cioè gli alunni diversamente abili in situazioni di gravità. Naturalmente rientra nel mansionario del collaboratore scolastico l’ASSISTENZA di BASE agli alunni diversamente abili, cosi come previsto dal precedente C.C.N.L comparto scuola, ma purtroppo anche in questo ultimo contratto i sindacati firmatari si sono astenuti dal chiarire tale delicata questione.
  10. Riguardo alla problematica situazione in cui versano gli assistenti amministrativa facenti funzione DSGA possiamo solo dire che è veramente assurdo che persone che si sono sacrificate anche per molti anni, sfruttate da quell’Amministrazione che oggi ritiene che non siano più competenti in quanto senza laurea specifica, rischino di essere soppiantate da chi senza esperienza alcuna, ma con tanto tempo per studiare al contrario degli aa ff sempre più impegnati a scuola, vincerà il suddetto concorso. Bisogna infatti tenere presente che molte scuole prive di DSGA titolari sono andate avanti, nonostante le gravi criticità cresciute enormemente negli ultimi anni, proprio grazie alle competenze e alla professionalità degli assistenti amministrativi passati al ruolo superiore.
  11. In questi ultimi trienni scolastici nei primi posti delle graduatorie di istituto di terza fascia si sono inseriti moltissimi nuovi aspiranti senza esperienza specifica nelle scuole statali provenienti da scuole paritarie, che comunque hanno accumulato punteggio (collaboratori scol.ci, ass.ti, ins.ti ecc.) che hanno così sorpassato persone che hanno lavorato solo in scuole statali, a volte con sacrifici, e che da anni attendono di potersi stabilizzare e che vedono allontanarsi sempre più il fatidico traguardo, perché le varie supplenze vengono attribuite ai nuovi arrivati anziché a loro.
  12. Ultimo punto, ma non per importanza, quello relativo ai diritti acquisiti più volte calpestati di lavoratori che producono una forza lavoro in età ormai troppo avanzata e non lasciano spazio ai giovani. Feder.Ata ha sempre avuto presente la problematica legata alle pensioni, anche perché ci sono colleghi, che hanno 40 anni o più di servizio alle spalle o che hanno delle invalidità, che conoscono in prima persona la fatica quotidiana che si fa via via più pesante col passare degli anni e con l’aumentare dei problemi, sia di famiglia che di salute, ma che si sforzano e si spossano comunque quotidianamente per portare avanti nel miglior modo possibile il loro lavoro, come ad esempio, una collaboratrice scolastica alle prese con i bimbi delle scuole dell’infanzia da cambiare, prendere in braccio, consolare, o un assistente sottoposto a continue sollecitazioni lavorative e molestie burocratiche di ogni genere. Tutte queste molteplici situazioni creano inoltre uno stress da lavoro correlato, che non è appannaggio dei soli docenti, che può far peggiorare lo stato di salute con conseguenti problemi a livello dei singoli e dell’intera collettività.

NOSTRE RICHIESTE

  1. Attenzione di media e politici verso le problematiche ata, che creano anche stress da lavoro correlato perché nelle istituzioni scolastiche autonome (ISA) non esistono solo i docenti, come si potrebbe evincere da tanti discorsi e interventi, con la doverosa ammissione che gli ATA esistono e che, essendo lavoratori e servitori dello stato utili ed indispensabili, hanno pari diritti e doveri degli insegnanti.
  2. Considerazione e valorizzazione del prezioso lavoro, del notevole impegno e dello spirito di sacrificio del personale amministrativo tecnico ausiliario.
  3. Revisione obsoleti criteri determinazione organici considerando vari parametri, oltre al numero degli alunni, dei plessi staccati(°) e degli allievi diversamente abili(°°), come, ad esempio, il numero dei piani e degli ingressi di ogni edificio, il numero dei comuni o frazioni in cui ogni ISA (istituzione scolastica autonoma) è ubicata, difficoltà e complessità numerosissime pratiche da espletare ecc. (°) Purtroppo attualmente vengono conteggiati non singolarmente ma a gruppi: ad esempio nelle ISA “funzionanti in più sedi, il numero dei collaboratori scolastici aumenta di un’unità per le istituzioni con un plesso e/o succursale o una sezione staccata e di 4 unità con numero di sedi compreso tra 8 e 11”, mentre prima per ogni plesso staccato ne veniva aggiunta una (°°)“Per ogni gruppo di 40 alunni disabili, a partire dal 41esimo, frequentanti sezioni di scuola dell’infanzia, classi di scuola primaria e classi di scuola secondaria di I grado, il numero dei collaboratori scolastici aumenta di una unità nel rispetto del contingente dei posti assegnati”; veramente pazzesco: solo un collaboratore!!!!!!!
  4. Aumento organici, in modo da averli finalmente adeguati e potenziati per poter provvedere serenamente alle eventuali sostituzioni del personale assente, per andare incontro alle effettive esigenze dell’utenza, e istituzione posti di assistente tecnico nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.
  5. Eliminazione totale divieto nomina supplenti (anche se recenti disposizioni hanno mitigato quanto stabilito dalla Legge di Stabilità 2015, ci sono dirigenti che non vogliono assumersi la responsabilità, demandata loro dalla Nota MIUR 2116 del 30.9.2015, di nominare supplenti anche per pochi giorni perché permane genericamente il divieto per assenze dei collaboratori inferiori ai 7 giorni, e degli assistenti per assenze inferiori ai 30).
  6. Superamento sorpassata e anacronistica “carriera esecutiva” perché i lavori ormai complessi (ad esempio pratiche ricostruzioni carriera che prima erano fatte dagli Uffici Scolastici Provinciali o pratiche pensioni che ora l’INPS, avendo organici ridotti, vorrebbe demandare completamente alle già bistrattate segreterie scolastiche, che dovrebbero addirittura lavorare nel sito dell’Istituto e non nel SIDI ministeriale) sono svolti con autonomia e professionalità crescente.
  7. Adeguamento stipendi a carichi di lavoro e responsabilità notevolmente aumentate e ai nuovi titoli di studio richiesti; ora occorre un diploma di scuola superiore o una laurea per gli assistenti amm.vi (ex applicati) e un diploma di qualifica per i collaboratori scol.ci (ex bidelli).
  8. Stipula nuovo CCNL che finalmente consideri in maniera equa gli ata senza i piccoli palliativi di quello attuale firmato lo scorso aprile e revisione attuali aree e profili perché la situazione lavorativa è drasticamente cambiata in questi ultimi anni, le mansioni richieste senza un adeguato contratto sono notevolmente più impegnative e numerose, gli addetti sempre meno, i titoli di studio necessari sono stati elevati ma le retribuzioni sono sempre ancorate al mero livello esecutivo.
  9. Risoluzione annoso problema del “cambio del pannolino” che è un’operazione talmente delicata e intima, soprattutto se ci si rivolge ad allievi delle scuole superiori per cui già sessualmente formati, da non poter rientrare nel profilo professionale del collaboratore scolastico. Sarebbe del tutto arbitrario e illegittimo obbligarlo a questa mansione così problematica, perché non è uno “specialista” e non avendo una preparazione professionale specifica in tal senso non potrebbe svolgere serenamente il suo servizio. Pertanto, innanzitutto occorrerebbe anche il suo consenso, e dovrebbe essergli fornita una adeguata e seria formazione professionale socio-sanitaria, nell’interesse e per il rispetto del ragazzo con gravi disabilità. Comunque la soluzione migliore nell’interesse di tutti sarebbe utilizzare sempre la figura dell’operatore socio assistenziale competente e formato per tale scopo.
  10. Considerazione lavoro assistenti amministrativi facenti funzione dsga e risoluzione per imminente concorso per restituire loro la dignità di lavoratori ed evitare che si sentano usati e discriminati.
  11. Piano straordinario di stabilizzazione su tutti i posti vacanti con una fase transitoria di assunzioni da attingere, oltre che dalla prima fascia, anche da nuove graduatorie provinciali, da istituire con una apposita legge, che comprendano tutti gli aspiranti inseriti in seconda e terza fascia che abbiano prestato servizio per almeno 180 giorni in sole scuole statali nella stessa qualifica e che abbiano anche il titolo di studio ora necessario (si otterrebbero pertanto graduatorie consone e rispondenti sia alle esigenze delle scuole che alle aspettative degli interessati che non si vedrebbero così più superati da sempre nuovi aspiranti aumentati in maniera esponenziale in questi ultimi anni) Ovviamente si dovrebbe procedere alle nomine in ruolo da queste nuove graduatorie solo per quei profili che hanno le prime e seconde fasce provinciali esaurite; inoltre anche le varie istituzioni scolastiche potrebbero attingere da tali graduatorie per le eventuali nomine annuali in modo da avere sempre personale con esperienza e già formato.
  12. Diritto ad andare in pensione a prescindere dall’età con una uscita dignitosa dal lavoro prevedendo una penalizzazione sempre più ridotta man mano che l’età e/o gli anni contributivi aumentano in modo così da poter finalmente fare entrare i giovani e far riposare i “vecchi”; questi colleghi desiderano solo, dopo una vita dedicata con onestà, spirito di sacrificio e senso del dovere al funzionamento delle scuole nell’interesse della collettività, di poter lasciare il proprio posto ai giovani che hanno tante energie ma nessuna sicurezza per il futuro.

Feder.ATA, sperando che i politici, che sono retribuiti e votati anche dal personale amministrativo tecnico ed ausiliario, diano finalmente un segnale di vero cambiamento nei confronti di tali bistrattati dipendenti, a disposizione per ogni altro chiarimento e/o spiegazione essendo inoltre anche a conoscenza delle esigenze dell’utenza che dovrebbe essere tutelata in primis, conclude dando i seguenti spunti per reperire il finanziamento necessario per attuare queste richieste e per restituire quanto le leggi finanziarie hanno tagliato negli ultimi anni:

Eliminazione “carrozzone” INVALSI; effettiva eliminazione contratti pulizia che costano molto ma rendono poco; drastica riduzione finanziamenti alle scuole paritarie che non utilizzano le graduatorie statali per le loro assunzioni ma altri sistemi…; eliminazione figura revisori conti x scuole; uso di tutti i risparmi generati da vari ridimensionamenti e contrazioni organiche solo per il comparto scuola pubblica; blocco aumenti pensioni “baby”: è assurdo che chi ha versato pochi anni di contributi (pensioni baby – portuali – prepensionamenti come quelli delle F.S. ecc) ritirandosi dal lavoro molto giovane ottenga anche degli aumenti; eliminazione completa da subito varie forme di finanziamento pubblico ai partiti, che il popolo sovrano ha sempre scelto nei vari referendum di abolire; eliminazione e/o riduzione spese militari all’estero e armamenti sofisticati; vera riduzione auto blu e grigie; diminuzione stipendi politici parlamentari e addetti alle Camere; riduzione consulenze esterne da riassegnare all’interno della P.A. o nelle Commissioni Parlamentari; riduzione affitti della P.A. verso terzi; ridiscussione trattati Europei; da prossimo parlamento riduzione numero parlamentari.

Ultima annotazione: C’è chi sta proponendo di assumere nello Stato altri co.co.co e dipendenti cooperative sociali e chi più ne ha più ne metta, ma nessun politico propugna un aumento degli organici ata e una stabilizzazione dei precari statali, forse perché non conosce veramente il personale amministrativo tecnico ausiliario che però tutte le mattine si occupa a vario titolo della complessa gestione scolastica aprendo sorvegliando e pulendo le scuole, accogliendo e accudendo gli alunni, espletando le molteplici complicate pratiche amministrative quotidiane, dando il proprio qualificato contributo professionale nei laboratori di vario tipo, dovendo anche fronteggiare l’utenza e risolvere problemi di ogni genere…..

Gli ATA non sono solo e semplicemente numeri o esseri inanimati da eliminare e/o sostituire a piacimento con chicchessia e da non considerare minimamente, ma persone indispensabili per il buon andamento della scuola italiana che meritano rispetto e considerazione da parte di tutti, nessuno escluso, anche se sono in numero inferiore ai docenti e pertanto meno appetibili dal punto di vista elettorale.

Feder.ATA Vi invita pertanto cordialmente a venire in una qualunque scuola statale per vedere personalmente quanto sta accadendo e comprendere che queste non sono “lamentele” ma semplici esposizioni della drammatica realtà.

Distinti saluti.

Ufficio Stampa Feder.ATA